Lucia, La Subdola

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Testo: Lucia, La Subdola
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LUCIA LA SUBDOLA

Il Borgo.

Monica, una splendida bionda, dagli occhi azzurri e dal viso angelico, giunse in quel borgo dallo stile medievale un pomeriggio d’estate e, dopo una serie di giravolte tra i vicoli, entrò nell’appartamento che aveva prenotato qualche giorno prima tramite Internet.

L'Incontro e la Presentazione

Monica posò la sua valigia piena di vestiti sul pavimento e si sedette su una sedia soddisfatta. Per lei che amava i luoghi bislacchi, quel posto, con il suo suggestivo castello, la sua piccola chiesa e i suoi caratteristici campanili, rappresentava, la materializzazione di un sogno. Il giorno seguente, Monica iniziò a visitare il borgo e conobbe Mafalda e Claretta, ovvero le sue vicine di casa. Le due donne, affascinanti, mature e fasciate nei loro abiti stile popolare, le parlarono del villaggio e le presentarono Lucia: una misteriosa figura che amava poltrire sul suo balcone, avvolta in un sensuale abito popolare, caratterizzato da una mascherina nera sugli occhi che ne celava parzialmente il volto. Monica rimase turbata da quella figura e pensò che fosse il personaggio più intrigante di quello che sembrava lo scenario perfetto per una rappresentazione teatrale.

La Trappola nel Bosco

Mafalda e Claretta si mostrarono sempre gentili e un giorno invitarono Monica ad una passeggiata nel bosco circostante. Lucia non si unì a loro. Rimase al suo posto, un’ombra immobile sul balcone che osservò la ragazza allontanarsi. Tra le ombre degli alberi, l'atmosfera cambiò. Mafalda e Claretta svelarono a Monica una strana tradizione del luogo che obbligava ogni straniera a misurarsi con le donne del borgo in una gara di lotta. Monica rimase di stucco poi, attraversata da una strana sensazione, accettò la sfida. Era giovane, agile e flessibile. L’idea di battere due signore mature, su un manto di erba morbida e fresca, era accattivante. La gara iniziò e Monica realizzò di essersi illusa molto presto. Mafalda e Claretta la avvolsero in una serie di posture assillanti e scomode costringendola a stare, come una gazzella tra le spire di due pitoni, sotto i loro corpi esperti e maturi. Monica lottò strenuamente per quasi un’ora poi, esausta e stordita, fu costretta ad arrendersi.

I Giorni della Demolizione

Le tre tornarono al villaggio e da quel momento iniziò una nuova fase. Monica fu portata nella penombra della casa di Mafalda e Claretta, dove Lucia, scesa dal suo balcone, le comunicò il verdetto: la legge del villaggio imponeva alla straniera sconfitta di essere cavalcata dalle vincitrici attraverso i vicoli. Monica, stupita, si oppose e le tre donne attuarono un assedio psicologico implacabile. Lucia, rivelatasi perfida e immorale, dettò le regole del logoramento, usando parole maliziose e insolenti atte a convincere la ragazza che la sua resistenza fosse inutile. Mafalda e Claretta, come una specie di coro, amplificarono l’effetto demolente ripetendo le parole di Lucia in stile cantilenante. Monica resistette ma al terzo giorno, sfinita e psicologicamente svuotata, cedette.

Il Rito Finale

Era uno splendido pomeriggio estivo e il sole inondava il villaggio. Sotto la direzione coreografica di Lucia, Mafalda e Claretta cavalcarono Monica che a capo chino avanzò tra i vicoli e i cunicoli di pietra.
La ragazza, un tempo fiera e indipendente, divenne il trofeo vivente di una tradizione arcaica. Il suo viso angelico era ora una maschera di rassegnazione, mentre il trio percorreva l'intero borgo, sigillando con quella pratica maliziosa la sottomissione definitiva della straniera alle leggi oscure del villaggio.

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